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I clienti che ci fanno impazzire.

I clienti che ci fanno impazzire.

Ovvero: tipologie umane da showroom.

Ho iniziato questo blog con l’idea di farmi trovare su Google parlando di pavimenti in legno, grès porcellanato, resina e compagnia bella.
Tutte cose giuste. Tutte cose interessanti.

Ma poi mi sono chiesto: dov’è l’INSOLITO di cui tanto ci vantiamo?
Se sei finito qui, è giusto che trovi qualcosa che ti faccia venir voglia di restare un paio di minuti. Quindi oggi niente schede tecniche. O meglio, non solo.

Oggi parliamo di clienti.
(Con affetto, sia chiaro 😇)

Lo immagino così: uno spazio dove possiamo raccontare cosa ci passa per la testa. Troverai articoli tecnici, certo, ma anche pensieri random.
Perché il bello di questo lavoro non sono solo le piastrelle dritte.
Sono le persone.
E ogni tanto, diciamolo… ci mettono alla prova.

1. Il muto

Gli puoi mostrare qualunque cosa.
Pavimento grigio? Bene.
Giallo canarino? Bene.
Water tondo, quadrato, sospeso? Bene.
Risposta: mezzo sorriso e cenno della testa.
Ora.
Se non parlate, noi non capiamo.
Se non capiamo, non vi aiutiamo.
Se non vi aiutiamo, non siete contenti.
E se non siete contenti voi, non lo siamo nemmeno noi.
Volete davvero che siamo tutti tristi?
Parlate. 🙏

2. Il fantasma

Fissa sopralluoghi.
Vede il progetto.
Riceve il preventivo.
E poi?
Silenzio cosmico.
Messaggi visualizzati.
Telefonate evaporate.
Nessun feedback.

Siamo abbastanza sicuri di essere simpatici. Un messaggino ce lo meritiamo, dai.

3. Il funambolo

Cambia idea ogni 48 ore.
All’inizio voleva minimal total white.
Poi rustico con pietra viva.
Poi barocco con stucchi dorati.
Adesso forse wabi-sabi giapponese.

Respiriamo.
Contiamo fino a dieci.
E ricominciamo.

4. Il Last Minute

Chiama il venerdì sera.
“Ci servirebbe tutto pronto per domani.”
Certo.
Eravamo già lì con le scarpe ai blocchi di partenza.

Spoiler: nel 99% dei casi non succede nulla se si aspetta qualche giorno.
Nulla.

5. Mister Budget

Non vuole dire quanto vuole spendere.
Segreto di Fatima.
Intanto chiede: marmo di Carrara, rubinetti oro, cucina in acciaio e divano in pelle umana.
“Che budget hai in mente?”
“Eh ma dipende.”

Dipende da cosa, esattamente?

6. Il revisore

“Solo un piccolo ritocchino.”
56 volte.

Dopo tre mesi di ritocchini il progetto è diventato una serie TV in 12 stagioni.
Stiamo facendo il casting.

Siamo stati tutti clienti di qualcuno.
Probabilmente, in un altro contesto, siamo stati noi a far impazzire qualcun altro. Questo articolo non vuole offendere nessuno, solo strappare un sorriso.
E ora…
passiamo alla parte bella

Sì, perché la verità è questa: nella maggior parte dei casi siamo fortunati. Molto.

Parla di te anche al postino.
Ti tagga nelle storie.
Dice alla zia di venire da te.
SPETTACOLO.

Non è rumoroso.
Non è euforico.
Ma torna.
Sempre.
Come il caffè del mattino.
Con bignè alla crema.

Sa cosa vuole.
Te lo dice.
Se una cosa gli piace, lo sai.
Se non gli piace, anche.
Equilibrio perfetto:
“Fai tu. Ma non farmi sorprese.”
Questa è collaborazione vera.

Raro come un unicorno.
Capisce il valore del lavoro.
Lo riconosce.
Lo rispetta.
Quando capita… voliamo.

Si emoziona per ogni passo.
Anche piccolo.
“Guarda che bello!”
“Mi piace!”
“Non vedo l’ora!”
Ti ricorda perché fai questo mestiere.

Non nega quando qualcosa non funziona.
Ma lo affronta insieme.
Ascolta. Comprende. Accetta.
Una parola sola:
ADORO.

Siamo stati tutti clienti. Saremo sempre clienti di qualcuno.
Questo lavoro è fatto di tecnica, sì. Ma soprattutto di relazioni.
E senza relazioni, nessun progetto diventa davvero una casa.

Se ti sei riconosciuto in uno di questi profili… tranquillo.
Ti vogliamo bene lo stesso.

Tranquillo, è un ottimo punto di partenza. Parliamone.