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Preventivo per la ristrutturazione del bagno a Vicenza: le voci da controllare prima di firmare

Preventivi4 settembre 202611 min di lettura

Preventivo bagno a Vicenza.
Le voci da controllare prima di firmare. Ovvero: il totale si guarda per ultimo.

Iniziamo. Pronti? Oggi si parla di cose scomode.

Hai due preventivi sul tavolo. Uno dice 13.400 euro, l’altro 17.800.

E adesso? Adesso ti senti un filo scemo, perché tutti ti dicono “fattene fare almeno due” ma nessuno ti spiega cosa farci quando ce li hai davanti.

Tranquillo, non sei scemo tu. Sono i due fogli che non si parlano.

Perché quei numeri non ti dicono quale costa meno, ti dicono solo quale totale è più basso, che è tutta un’altra cosa. Guardando meglio potresti scoprire che nel primo mancano i sanitari, l’arredo e lo smaltimento dei rifiuti.

Un preventivo per la ristrutturazione del bagno a Vicenza si può confrontare davvero solo quando parte dallo stesso progetto, comprende lavorazioni equivalenti e assegna le stesse responsabilità. Altrimenti stiamo mettendo vicini due numeri che raccontano due lavori diversi.

È come confrontare il conto di una cena completa con quello di chi ha ordinato solo il primo. Tutti e due possono essere corretti, il paragone no.

Vediamo allora cosa serve davvero per avere un preventivo di ristrutturazione chiavi in mano del bagno a Vicenza che sia completo e senza sorprese. A meno che tu non ti sia già innamorato di un fornitore e ti fidi ciecamente. A volte succede. Con noi spesso 😏

Disclaimer paraculo: i numeri di questo articolo sono volutamente ipotetici: servono a spiegare il metodo, non sono prezzi medi di mercato né verità assolute.

Prima regola: fai quotare lo stesso bagno

Sopralluogo, tassativo. Serve a capire cosa c’è davvero lì dentro, mentre il progetto serve a dire cosa vogliamo ottenere. Solo dopo ha senso chiedere un prezzo.

Prima di raccogliere le offerte dovrebbero essere già definiti almeno:

  • disposizione di doccia, wc, bidet e lavabo;
  • sanitari a terra o sospesi, rubinetteria esterna o a incasso;
  • superfici da demolire e da rivestire, con formati indicativi;
  • punti acqua, scarichi, prese, luci e scaldasalviette;
  • prodotti già scelti oppure una fascia tecnica descritta senza formule come “prima scelta”;
  • lavori fuori dal bagno, accessi, piano, ascensore e protezioni necessarie.

Nei sopralluoghi molte differenze economiche nascono ancora prima di scegliere una piastrella: il piano, l’ascensore, i passaggi dentro casa, le protezioni, la posizione degli scarichi, la possibilità di movimentare i materiali.

Piano alto, ascensore piccolo o assente, scale strette, cortile dove non si accosta. Magari per portare su e giù tutto il necessario servono venti viaggi invece di cinque, magari si passa da fuori con un montacarichi, magari si scarica lontano e si fa la spola. In questo caso non è la piastrella che costa di più: sono le scancarate di chi lavora, e le scancarate sono giornate.

Non sono dettagli, sono ore di lavoro, organizzazione e responsabilità.

Un preventivo di una pagina non è per forza più semplice. A volte è semplicemente più vuoto.

Pagina 1 di un preventivo reale Le Nuvole per una ristrutturazione bagno a Vicenza, dati del cliente oscurati
Pagina 2 di un preventivo reale Le Nuvole per una ristrutturazione bagno a Vicenza, dati del cliente oscurati
Pagina 3 di un preventivo reale Le Nuvole per una ristrutturazione bagno a Vicenza, dati del cliente oscurati
Pagina 4 di un preventivo reale Le Nuvole per una ristrutturazione bagno a Vicenza, dati del cliente oscurati
Pagina 5 di un preventivo reale Le Nuvole per una ristrutturazione bagno a Vicenza, dati del cliente oscurati
Pagina 6 di un preventivo reale Le Nuvole per una ristrutturazione bagno a Vicenza, dati del cliente oscurati

Il totale si confronta per ultimo. Prima si allineano le voci. (Preventivo reale, con i dati del cliente oscurati.)

Le 12 voci che un preventivo bagno completo deve chiarire

Mettiti comodo, sono dodici. Ma dopo saprai leggere un preventivo meglio di metà delle persone che te lo consegnano.

01

Rilievo e progetto

Devono essere chiari rilievo, pianta, prospetti ed eventuali disegni esecutivi per impianti e posa.

La frase “progettazione compresa”, senza dire quali elaborati arrivano e quali decisioni vengono prese, non descrive un servizio. Descrive un’intenzione.

È il “ci sentiamo” dei preventivi. Tanti sorrisi e pacche sulle spalle, ma non è un appuntamento.

02

Allestimento e protezioni

Protezioni di pavimenti, porte, scale, ascensore e parti comuni, più trasporti e movimentazioni.

In una casa abitata sono lavorazioni vere, anche se a fine cantiere non le fotograferà nessuno. Nessuno ha mai messo su Instagram il cellophane sulle scale. Però prova a non metterlo: il primo graffio sul pianerottolo diventa una riunione di condominio, e quella sì che dura mesi.

03

Smontaggi, demolizioni e rifiuti

Il preventivo deve dire cosa viene rimosso, fino a quale strato, e se comprende carico, trasporto e conferimento alla pubblica discarica.

Perché un bagno smontato è una quantità di roba che non immagini. Ceramica rotta, pezzi di massetto, vecchie tubature, la vasca che pesa come un’auto (piccola, ma pur sempre un’auto), e quel misto di polvere e calcinacci che sembra moltiplicarsi da solo. Tutta roba che qualcuno deve caricare, portare via e registrare.

Se quella parte non è scritta, indovina dove finiscono i sacchi? In garage. “Giusto per il momento.” (e il momento dura un annetto o due).

04

Opere murarie e supporti

Tracce, chiusure, massetti, rasature, rifacimento malte, pendenze, preparazione dei fondi. Sono le lavorazioni che spariscono sotto il risultato finale e che spesso decidono quanto durerà.

E poi c’è la telefonata. Quella delle otto di mattina, con quel tono lì: “Senta… abbiamo aperto… e…”

Sotto le vecchie piastrelle poteva esserci di tutto: un massetto che si sbriciola, un muro che dentro non è come sembrava da fuori, un lavoro fatto negli anni Settanta con criteri, diciamo, creativi. Succede. La domanda non è se succede, è chi lo valuta, chi te lo comunica e come viene quotato il ripristino.

È una sorpresa vera, o lo sapevamo già e abbiamo fatto finta di niente?

05

Impianto idrico-sanitario

Servono numero dei punti, spostamenti, materiali, scarichi, prove e limiti dell’intervento sulle tubazioni esistenti.

Perché spostare il wc di mezzo metro sembra una sciocchezza. Ma il vero trasloco è lo scarico.

Non è la stessa cosa che sostituire tutto dov’era. E vale anche per creare una doccia diversa o mettere la rubinetteria a incasso.

06

Impianto elettrico

Prese, comandi, punti luce, alimentazioni, specchio, aspirazione e scaldasalviette devono avere quantità e posizione. Per gli impianti realizzati o modificati va prevista la documentazione di conformità dovuta.

“Impianto elettrico compreso” è una riga troppo corta per evitare discussioni dopo. Compreso cosa? Una presa? Sei? Quella per l’asciugacapelli vicino allo specchio o dove capita?

07

Impermeabilizzazione

Chiedi dove viene realizzata, con quale sistema e su quali supporti. La voce “posa piatto doccia” non spiega come vengono trattati il nodo tra piatto e parete, gli angoli, le pendenze e i passaggi degli impianti.

Tradotto in italiano

L’impermeabilizzazione è lo strato che sta sotto le piastrelle e impedisce all’acqua di andarsene a spasso per casa. Non si vede, non si fotografa, non la racconterai mai a cena. È però esattamente la cosa che, se è fatta male, scopri due anni dopo. E non la scopri tu: la scopre il vicino di sotto, guardando il soffitto.

08

Pavimenti e rivestimenti

Devono comparire metri quadrati, formato, schema di posa, tagli, profili, fughe e sigillature.

Perché una grande lastra la posano in due, con le ventose, trattenendo il respiro come in una scena di un film. Una piastrella normale la posa uno, fischiettando. Secondo te costano uguale?

E anche l’altezza fino a cui rivesti le pareti cambia quantità, posa e risultato. Fermarsi a metà muro o arrivare a soffitto non è una questione di gusto: sono metri quadri.

09

Prodotti e arredo bagno

Per sanitari, rubinetteria, doccia, mobile e specchio servono marca, modello, finitura, quantità e prezzo.

E qui va detta una cosa. “Sanitari di prima scelta” suona benissimo, sembra quasi un complimento. In realtà “prima scelta” vuol solo dire che il pezzo non ha difetti di fabbricazione. Non vuol dire che è bello, che ti piace o che vale quello che stai pagando. È il minimo sindacale, scritto in corsivo.

Le “somme a disposizione” possono essere utili quando la scelta non è ancora chiusa, ma devono indicare come verrà calcolato l’eventuale conguaglio.

Tradotto in italiano

Le “somme a disposizione” sono un gruzzoletto messo da parte dentro il preventivo per una cosa che non hai ancora scelto. Tipo: non sai ancora che mobile vuoi, mettiamo lì una cifra, poi si aggiusta. Utilissime, sì. A patto che sia scritto come si fanno i conti alla fine: se scegli più caro paghi la differenza, se scegli meno caro te la ridanno indietro. Se questa riga non c’è, è una porta (pericolosa) lasciata aperta.

10

Montaggi, tinteggiatura e pulizia

Montaggi, tinteggiatura delle parti non rivestite, siliconature, regolazioni, collegamenti e pulizia finale.

Le ultime giornate di cantiere sembrano sempre facili, perché il bagno è quasi pronto. In realtà sono piene di dettagli, ed è lì che un lavoro si chiude bene oppure si trascina per tre settimane.

Prendi il silicone. Sembra l’ultima cosa del mondo, ma è anche la prima che il tuo occhio andrà a cercare ogni mattina, mentre ti lavi i denti, per i prossimi dieci anni. Fatto storto lo vedi, sempre. Solo tu, ma lo vedi.

11

Pratiche, sicurezza e documenti

Titolo edilizio, tecnico, sicurezza, diritti comunali e documenti finali vanno separati e spiegati uno per uno.

E non ogni bagno richiede automaticamente una CILA: la necessità della pratica dipende dalle opere effettive e va verificata sul progetto completo.

Tradotto in italiano

La CILA è la comunicazione con cui si avvisa il Comune che stai facendo certi lavori. Non serve per tutti i bagni: dipende da cosa tocchi davvero. E la classificazione la fa un tecnico sul progetto completo, non a occhio guardando una foto sul telefono al bar.

12

Coordinamento, tempi ed esclusioni

Deve essere scritto chi coordina il lavoro, quando il cantiere può davvero partire, quanto dura, come sono gestite consegne, pagamenti, validità dell’offerta, esclusioni e varianti.

Perché “chiavi in mano” è una promessa bellissima. Il problema è che le chiavi te le danno alla fine, e in mezzo ci sono artigiani diversi che devono incastrarsi, fornitori che consegnano quando gli pare e almeno un ordine che arriva sbagliato. Qualcuno tutto questo lo deve tenere insieme.

Se nel preventivo non c’è scritto chi è, quel qualcuno sei tu.

Pianta e prospetti di progetto per una ristrutturazione bagno a Vicenza firmati Le Nuvole
Se il progetto è uguale, anche il confronto comincia ad avere senso.

Preventivo a corpo, a misura o misto? MA CHE VORDI’?

Formula Vantaggio Rischio da controllare
A corpo Totale definito per un’opera descritta in modo preciso Se il perimetro è vago, le esclusioni riappaiono in cantiere
A misura Pagamento delle quantità effettivamente eseguite Il totale cambia; prezzi unitari e misure devono essere leggibili
Misto Parte definita più voci misurabili o somme a disposizione Servono regole chiare per misure, sostituzioni e conguagli

Tradotto in italiano

Restiamo al ristorante, che rende bene. Il prezzo a corpo è il menù fisso: una cifra, tutto compreso, però devi sapere esattamente cosa c’è dentro quel menù. Il prezzo a misura è andare alla carta: paghi quello che ordini davvero, ma il conto lo scopri alla fine. Il misto è metà e metà, ed è spesso la formula più realistica in un bagno esistente, perché certe cose si possono contare solo dopo aver aperto i muri.

Nessuna formula è automaticamente migliore. Il prezzo a corpo è solido soltanto quando sono solidi progetto, prodotti, quantità ed esclusioni. Il prezzo a misura è trasparente soltanto se prezzi unitari e criteri di misurazione sono leggibili.

Mettiamoci seri, giusto un paragrafo

Il Codice civile definisce l’appalto come l’assunzione di un’opera con organizzazione dei mezzi e gestione a rischio dell’appaltatore. Questo però non vuol dire che qualsiasi problema nascosto sia automaticamente dentro il prezzo iniziale: gli articoli 1659 e 1664 disciplinano variazioni e circostanze imprevedibili. Il contratto dovrebbe quindi spiegare prima come si comunica, si quota e si approva una variante.

Farlo quando il bagno è già demolito è decisamente più scomodo.

Esempio: il preventivo più basso che smette di esserlo, tadannnnn 😊

Immagina due offerte per lo stesso bagno.

Offerta A — 13.400 € + IVA

Esclude mobile, specchio, sanitari, pratica, conferimento dei rifiuti e coordinamento.

Offerta B — 17.800 € + IVA

Comprende quelle voci, con modelli, quantità e responsabilità definite.

Non è detto che B sia automaticamente migliore. È però molto più leggibile e completa, giusto?

Perché la differenza vera tra le due offerte non sono i 4.400 euro di scarto. La differenza è che una te la sei già letta tutta, e l’altra devi ancora finire di scoprirla.

Per confrontare la A devi aggiungere le esclusioni, verificare chi esegue i montaggi e assegnare il coordinamento. Solo dopo avrai due totali omogenei. Fino a quel momento stai confrontando una cifra completa con una cifra ancora da completare.

La cosa che un venditore non sempre dice? Che un prezzo basso può essere assolutamente corretto. Ma deve spiegare perché è basso: meno lavorazioni, materiali differenti, meno servizi, oppure responsabilità lasciate a te.

Non è il prezzo basso a essere sospetto. È il prezzo che promette lo stesso risultato con metà delle voci e zero spiegazioni.

Cantiere aperto durante una ristrutturazione bagno a Vicenza, impianti idraulici ed elettrici a vista
Dettaglio del cantiere durante una ristrutturazione bagno a Vicenza, predisposizioni elettriche a muro
Alcune condizioni si scoprono aprendo. La variante, però, si approva prima di eseguirla.

Varianti e imprevisti: la regola si scrive prima

Una variante chiesta dal cliente non è la stessa cosa di una condizione nascosta.

Nel primo caso cambia una scelta: per esempio rubinetteria a incasso al posto di quella esterna. Nel secondo salta fuori un problema vero: un sottofondo che non tiene, una tubazione andata, una parete diversa da come sembrava.

Nel primo caso hai cambiato idea tu. Nel secondo ha cambiato idea la casa. Sono due cose diverse e vanno gestite diversamente, ma la procedura per scriverle è la stessa.

In tutti e due i casi serve un documento semplice che indichi:

  • motivo della modifica;
  • lavorazione aggiunta o tolta;
  • effetto sul prezzo;
  • effetto sui tempi;
  • autorizzazione scritta prima dell’esecuzione.

L’articolo 1659 del Codice civile richiede che l’autorizzazione alle variazioni dell’opera sia provata per iscritto. Ed è anche una regola di buon senso: tre vocali, una telefonata e una foto persa in chat non sono un sistema di controllo.

Prima si scrivono costo e impatto sui tempi, poi si esegue.

Lo sappiamo benissimo: non è semplice. Quando si è nel mezzo del cantiere, con polvere, fretta, artigiani, consegne e clienti che giustamente vogliono capire, la tentazione del “dai, intanto facciamo” è fortissima. Ma è proprio lì che bisogna fermarsi un attimo. Perché prima o poi i nodi vengono al pettine e di solito vengono fuori alla fine, quando si fanno i conteggi, quando tutti sono stanchi e quando nessuno ha più voglia di discutere. Bellissimo momento, proprio.

IVA, pratica, sicurezza e bonus: quattro cose da non mescolare

Blocco burocratico. Dai, a questo punto so che puoi affrontarlo.

Il totale deve indicare imponibile, aliquota o aliquote e importo complessivo. Sui lavori abitativi l’IVA al 10% si applica alle condizioni previste; per i beni significativi, tra cui sanitari e rubinetteria da bagno, il calcolo segue regole specifiche.

Tradotto in italiano

I “beni significativi” sono i pezzi costosi che restano lì dentro finiti i lavori: sanitari, rubinetteria, cose così. Per loro l’IVA agevolata non si applica in automatico a tutto l’importo, ci sono regole a parte.

Morale: la frase “tutto IVA al 10%”, detta senza aver verificato, può essere semplicemente sbagliata.

La pratica edilizia è fatta di cose diverse: compenso del tecnico, eventuali elaborati e diritti comunali. La pagina del Comune di Vicenza pubblica attualmente un diritto di segreteria di 5 euro per la CILA. Che evidentemente non è il costo della prestazione professionale.

Per questo una voce come “pratiche: 900 euro” va spiegata, non solo sommata.

Anche la sicurezza non si liquida con una riga standard. Il committente ha obblighi suoi e l’organizzazione cambia in base alle imprese coinvolte e alle lavorazioni previste. Nel preventivo va chiarito chi verifica requisiti e documenti, e se servono altre figure o prestazioni, secondo il D.Lgs. 81/2008 nel testo aggiornato a gennaio 2026.

E il bonus, che non è uno sconto da sottrarre al prezzo.

Nel 2026 la detrazione ordinaria è del 36% e può salire al 50% per l’abitazione principale quando ricorrono le condizioni previste, con un limite di 96.000 euro per unità immobiliare. Servono però pagamento corretto e coerenza tra lavori, fatture, titolo edilizio quando serve e soggetto che sostiene la spesa. Da verificare prima, non quando le fatture sono già tutte emesse.

Tradotto in italiano

“Detrazione” non vuol dire sconto. Lo sconto te lo fa chi esegue i lavori, sul preventivo, subito. La detrazione te la restituisce lo Stato, dopo, sulle tasse, un pezzo per volta. Sul preventivo il prezzo resta quello che è.

Fine delle incursioni burocratiche. Cervello, puoi riattivarti 😉

Sette segnali d’allarme prima di accettare

Ocio a questi:

  • totale in una riga e nessuna quantità;
  • materiali indicati soltanto come “di qualità” o “prima scelta”;
  • nessun sopralluogo tecnico prima dell’offerta definitiva;
  • smaltimenti, protezioni, montaggi o certificazioni non menzionati;
  • IVA ed esclusioni assenti;
  • acconti non collegati a prodotti ordinati o fasi verificabili;
  • varianti da decidere a voce “quando saremo in cantiere”.

Il preventivo perfetto difficilmente esiste, e non elimina ogni imprevisto. Un buon preventivo fa una cosa molto più concreta: chiarisce chi deve accorgersene, chi decide, come cambia il prezzo e che effetto avrà sui tempi.

È meno fotografabile di una bella piastrella. Ma diventa parecchio più importante il giovedì mattina, quando il bagno è smontato, la polvere è arrivata fino in camera e qualcuno deve decidere una cosa in dieci minuti.

Checklist finale per confrontare i preventivi

Prima di firmare, metti i preventivi uno accanto all’altro e controlla che rispondano alle stesse domande. Il totale si confronta per ultimo: prima vengono perimetro, quantità e responsabilità.

Otto domande. Se un preventivo risponde a tutte, puoi anche non sceglierlo, ma almeno stai scegliendo. Se ne salta metà, non lo stai confrontando: lo stai indovinando.

  • parte dallo stesso progetto e dagli stessi prodotti?
  • indica quantità, modelli, posa e montaggi?
  • comprende protezioni, demolizioni, trasporti e rifiuti?
  • distingue lavori previsti e somme provvisorie?
  • assegna un responsabile al coordinamento?
  • spiega pratica, sicurezza e documenti finali?
  • indica imponibile, IVA e totale?
  • disciplina le varianti per iscritto?

In sintesi (per chi salta i paragrafi)

  • Due preventivi si confrontano solo se partono dallo stesso progetto.
  • Il totale si guarda per ultimo.
  • Un preventivo corto non è semplice: è vuoto.
  • Le varianti si scrivono prima, non a bagno demolito.
  • Il bonus non è uno sconto sul preventivo.
  • Un prezzo basso può essere giusto, ma deve dirti perché è basso.

Se stai valutando un preventivo per il rifacimento di un bagno completo a Vicenza, porta in showroom pianta, misure, foto e le offerte che hai ricevuto. Prima di dirti quale numero conviene, rimettiamo in fila lavorazioni, esclusioni e responsabilità e capiamo se stai davvero confrontando lo stesso bagno.

Poi il prezzo diventa leggibile e decidere diventa molto meno un salto nel buio (che per carità, ogni tanto nella vita ci sta, ma non con il bagno demolito).

Domande frequenti sul preventivo per il bagno

Quanto costa rifare completamente un bagno a Vicenza?

Per i cantieri completi che seguiamo e facciamo tra i 15.000-20.000 euro + IVA è un ordine di grandezza operativo per un bagno di livello medio e medio-alto, non una media ufficiale. Distribuzione, impianti, accessi, superfici, prodotti e arredi possono spostare il totale anche in modo importante.

Quanti preventivi conviene chiedere?

Non esiste un numero magico. Due o tre offerte costruite sullo stesso progetto sono normalmente più utili di cinque preventivi vaghi, richiesti in momenti diversi e con prodotti differenti. Aumentare il numero non migliora il confronto se manca una base comune.

Un preventivo a corpo impedisce qualsiasi aumento?

No. Il prezzo a corpo protegge il perimetro definito, non qualunque modifica successiva. Varianti richieste, esclusioni e circostanze impreviste possono incidere. Contratto e procedura di variante devono spiegare come, prima che il problema si presenti.

Il “poi vediamo” è comodo, fino a quando poi si vede davvero.

Il preventivo deve indicare l’IVA?

Sì. Per confrontare correttamente devi vedere imponibile, aliquota o aliquote applicate e totale complessivo. Per i beni significativi l’IVA agevolata segue regole specifiche: non basta applicare automaticamente il 10% a ogni voce.

Smaltimento e trasporto delle macerie sono sempre inclusi?

No. Devono essere indicati chiaramente rimozione, carico, trasporto, conferimento e documentazione di tracciabilità quando prevista. La voce “demolizioni” non garantisce automaticamente che tutto il percorso delle macerie sia compreso. E le macerie, purtroppo, non si offendono e se ne vanno da sole.

La pratica CILA deve essere sempre nel preventivo?

No. Non ogni rifacimento del bagno richiede una CILA. Un tecnico deve classificare le opere previste; se la pratica serve, compenso professionale, elaborati e diritti comunali devono essere spiegati separatamente.

Posso confrontare i materiali solo in base alla marca?

No. Servono anche modello, finitura, quantità, formato, prestazioni e sistema di posa. La stessa marca può comprendere prodotti molto diversi per caratteristiche e prezzo. Il logo, da solo, non rende due offerte equivalenti.

Il bonus ristrutturazioni riduce subito il prezzo del preventivo?

No. È una detrazione fiscale, non uno sconto immediato applicato da chi esegue i lavori. Nel 2026 aliquota e requisiti dipendono dall’immobile, dal soggetto che sostiene la spesa e dal tipo di intervento. La verifica va fatta prima di pagare, non quando il bonifico è partito e tu lo guardi allontanarsi con le lacrime agli occhi 🥲

Conclusione?

Eh lo so. Confrontare preventivi per una ristrutturazione bagno non è proprio l’attività più leggera del mondo. Specialmente se, di lavoro, non rifai bagni tutti i giorni.

È normale guardare i totali e pensare: “Bon, scelgo quello più basso e via”. Il problema è che quel “via” a volte porta dritto in cantiere, dove le cose mancanti ricompaiono con calma, una alla volta, e di solito con un costo attaccato.

Noi di Le Nuvole Casa&Design non ti promettiamo che saremo i più economici, e neanche i più costosi. Ti promettiamo però una cosa: ci impegniamo a rendere la valutazione il più chiara, leggibile e trasparente possibile! #NOBULLSHIT

Hai due preventivi e la sensazione di non capirci niente?

Portali qui tutti e due, insieme a pianta e foto. Prima del totale mettiamo in fila lavorazioni, esclusioni e responsabilità.

Ci trovi in Viale Giangiorgio Trissino, 59 – Vicenza. Parcheggia allo stadio e fai due passi, dai, che siamo vicini vicini.

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